La situazione della pesca e dell’acquacoltura nel territorio flegreo, le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle produzioni e le misure necessarie per sostenere le imprese del comparto ittico sono stati al centro della visita istituzionale a Pozzuoli del sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, senatore Patrizio Giacomo La Pietra, organizzato da Unci AgroAlimentare insieme alle cooperative e alle organizzazioni dei produttori del territorio.
Nel corso della visita e del successivo tavolo tecnico, al quale ha preso parte anche Graziella Romito, direttrice generale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura del MASAF, e il presidente dell’Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio, è stata affrontata la grave emergenza che sta interessando la mitilicoltura nella baia di Pozzuoli. L’innalzamento della temperatura delle acque marine ha infatti provocato ingenti danni agli allevamenti di cozze, mettendo a rischio la continuità produttiva di numerose aziende e la tenuta di una filiera profondamente legata alla storia, all’identità e all’economia del territorio.
L’incontro ha consentito di approfondire le criticità segnalate dagli operatori e di avviare un confronto sulle possibili soluzioni, con particolare attenzione alla necessità di individuare strumenti di sostegno economico per le imprese colpite, valutare nuove tecniche di produzione e affrontare le problematiche connesse alla presenza di specie predatrici, anche attraverso un adeguato approfondimento delle regole che disciplinano le attività di pesca.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alle misure nazionali di sostegno al comparto, dagli strumenti per fronteggiare l’aumento dei costi del carburante alle risorse del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l’acquacoltura (FEAMPA), fino alle soluzioni per favorire la liquidità delle imprese e garantire la continuità delle attività produttive.
La situazione di Pozzuoli evidenzia quanto sia importante rafforzare la collaborazione tra Governo, amministrazioni territoriali, mondo della ricerca e organizzazioni di categoria, affinché l’emergenza possa essere affrontata con interventi concreti e con una strategia capace di coniugare tutela ambientale, innovazione produttiva e salvaguardia dell’occupazione.
La pesca e l’acquacoltura rappresentano infatti un patrimonio economico, sociale e culturale fondamentale per i Campi Flegrei. Difendere queste attività significa tutelare il lavoro delle imprese, le competenze dei produttori, la qualità delle produzioni locali e il futuro di un settore che contribuisce in maniera significativa all’identità del territorio.
La visita istituzionale ha rappresentato un’occasione per portare le istanze degli operatori all’attenzione del Ministero e approfondire le possibili risposte alla crisi in atto, nella consapevolezza che il futuro della filiera ittica richiede interventi tempestivi, ricerca scientifica e strumenti adeguati ad affrontare le nuove sfide ambientali ed economiche.










